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Originaria di una vasta area compresa tra l’Europa sud-orientale e l’Asia occidentale, è una pianta erbacea biennale appartenente alla famiglia delle ombrellifere, il cui nome scientifico è Daucus Carota. La parte commestibile è costituita dalla radice, o fittone, che può assumere varie forme quali, cilindrica, conica o rotondeggiante, ed il fusto compare solo al secondo anno raggiungendo una misura massima di 15-17 cm. Il terreno di coltivazione ideale deve essere umido e profondo con climi temperati e freschi.
In Asia ne esistono di varietà bianche, rosse ed addirittura viola, ma la migliore e più appetitosa è quella di colore giallo aranciato, di media grandezza e col cuore fibroso di piccole dimensioni. Se nell’antica Roma e nella Grecia classica erano riconosciute le innumerevoli virtù benefiche estraendone essenze medicinali, nei secoli successivi questa importante radice ha goduto, purtroppo, di cattiva fama a tal punto da essere stata a lungo destinata esclusivamente all’alimentazione degli animali.
Il nostro ortaggio è, fortunatamente, ricco di importanti e basilari pregi: innanzitutto il brillante e solare colore, dato dalla grande quantità di carotenoidi in esso contenuto. Importanti, si ricordi, il beta-carotene o pro-vitamina A, da cui deriva la corrispondente vitamina: infatti, l’organismo umano è in grado di produrla a partire da questa molecola, nota anche come vitamina epitelio-protettrice. Tale vitamina è indispensabile per la buona salute della pelle e delle mucose, ma è pure fondamentale per la visione notturna, in quanto la nictalopia, la scarsa capacità visiva al buio, è indice della carenza.
Ottimo antiossidante poiché ci protegge dai radicali liberi che sono molecole in continua formazione da parte del nostro organismo e direttamente responsabili dell’invecchiamento e di alcune patologie tumorali. Questa sostanza ci ripara dalle scottature solari e favorisce il processo di abbronzatura: più la carota è marcatamente arancione, più elevato è il contenuto di beta-carotene.
Essendo anche un fito-estrogeno, sostanza simile agli ormoni femminili, stimola la produzione di latte materno promuovendo lo sviluppo delle ghiandole mammarie. In aggiunta al beta-carotene, la carota contiene un altro importante antiossidante: il glutatione. Tale molecola, costituita da tre amminoacidi, riesce ad inglobare [chelare] i metalli pesanti e tossine quali piombo, cadmio, mercurio ed alluminio, allontanandoli dal nostro organismo. In combinazione col selenio, questo enzima svolge un ruolo antiossidante anche all’interno delle cellule, ma essendo molto delicata, è sensibile al calore, poiché viene completamente resa inattiva con la cottura.
Per quanto riguarda le vitamine, la carota presenta ottimi livelli di quelle del gruppo B, PP, D ed E, quindi è efficace durante gli stati di convalescenza oltre ad essere uno stimolante delle difese immunitarie. L’elevato contenuto di sali minerali [sodio, potassio, ferro, calcio, fosforo], ne fa un ottimo coadiuvante nel trattamento della diarrea e la presenza di batteri lattici può concorrere al ripristino della microflora intestinale.
Il gusto zuccherino, comune a tutte le varietà, è dovuto alla percentuale del 6% di zuccheri contenuti. Al momento dell’acquisto, occorre tener presente che le carote vendute con le foglie o già pulite, non si conservano mai molto a lungo, poiché soltanto quelle in buon stato, non lavate e private delle foglie, hanno tempi di conservabilità maggiore.
L’utilizzo di questa radice in cucina è molteplice: può essere consumata cruda o cotta, in insalata oppure come ingrediente in svariate preparazioni dolci e salate, inoltre, gustata anche come bevanda ottenuta per centrifugazione e miscelata con altri succhi di frutta quali arancia e limone.
Il DDL normativa CE n° 730/99 stabilisce che la carota deve essere:
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